La salute in movimento, 2 parte

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute non come assenza di malattia, bensì uno stato di benessere fisico, psicologico e sociale: non basta non essere malati per stare bene (ne sono un esempio l'insoddisfazione nelle relazioni sociali, la frustrazione e l'angoscia), allo stesso tempo non è la malattia che determina la cattiva condizione di salute dell'individuo. Ciò che fa la differenza è il modo in cui le persone vivono se stesse in rapporto col mondo e con la malattia.

 

L'evidenza scientifica ha dimostrato che uno stile di vita sedentario protratto per lungo tempo è associato ad un peggioramento dello stato di salute ed aumenta il rischio di mortalità per tutte le cause negli adulti: incidenza e mortalità delle malattie cardiovascolari, di cancro (al seno, al colon, al retto, alla pelle e alle ovaie) e al diabete mellito di tipo 2. Tuttavia, coloro che hanno alti livelli di esercizio fisico (EF) vedono ridursi questo rischio del 30% rispetto a quelli che ne praticano di meno:  chi è più attivo subisce in minor misura i rischi associati alla vita sedentaria .

 

Gli studi affermano che esiste una relazione inversa tra EF e morte prematura. E' stato dimostrato che la capacità aerobica (la capacità del sistema cardiocircolatorio di portare ossigeno ai tessuti durante l'EF e quindi la resistenza cardiocircolatoria all'esercizio) è inversamente correlata al rischio di morte prematura per tutte le cause e specificatamente per malattie cardiovascolari.

 

L'aumento della fitness cardiocircolatoria è associato a:

·         aumento del massimo consumo di ossigeno  sia a livello centrale che periferico (ovvero trasporto e uso di ossigeno che può essere raggiunto durante ex massimale);

·         diminuzione della ventilazione per minuto a una data intensità submassimale (il cuore è impegnato di meno);

·         diminuzione del costo dell'ossigeno a livello cardiaco (il cuore ha bisogno di meno ossigeno per assolvere le sue funzioni);

·         diminuzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa (il cuore riesce a pompare sangue all'organismo lavorando di meno);

·         aumento della densità capillare nel muscolo scheletrico (più vasi sanguigni = aumento della capacità muscolare di svolgere attività);

·         aumento della soglia per l'accumulo di lattato (ci si affatica più lentamente);

·         aumento della soglia per il verificarsi di sintomi di angina pectoris, ischemia, claudicatio (possiamo svolgere esercizio fisico più intensamente prima di avere i sintomi di questi disturbi).

 

La riduzione dei fattori di rischio per malattie cardiovascolari comprende:

·         riduzione della pressione sistolica e diastolica a riposo;

·         aumento del colesterolo HDL e diminuzione dei trigliceridi ematici;

·         riduzione della massa grassa totale e viscerale;

·         riduzione della quantità di insulina per assolvere le sue funzioni, aumento della tolleranza al glucosio;

·         riduzione dell'infiammazione.

 

La diminuzione della morbidità e mortalità riguarda:

·         Prevenzione primaria (ovvero quella che previene l'instaurarsi dei sintomi iniziali di una malattia):

Un alto livello di EF è associato a minor rischio di morte per malattie cardiovascolari e alle arterie coronarie, ipertensione, ictus, osteoporosi, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, obesità, 13 tipi di cancro (seno, vescica, retto, testa, colon, mieloma, leucemia mieloide, pelle, rene, polmoni, fegato, adenocarcinoma esofageo, stomaco), depressione, cadute, funzione fisica e le funzioni cognitive continuano a mantenersi sane. Per molte di queste malattie esiste una forte evidenza della relazione dose-risposta con EF (ovvero più esercizio pratico e maggiori sono i benefici);

·         Prevenzione secondaria (a seguito di eventi cardiaci per prevenirne in futuro):

Dati basati su meta-analisi dimostrano una riduzione della mortalità per tutte le cause in pazienti con infarto al miocardio che hanno seguito un programma di esercizio fisico terapeutico.

 

Altri benefici promossi dalla pratica dell'EF:

·         diminuzione di ansia e depressione;

·         aumento della funzione cognitiva;

·         aumento della funzione fisica e dell'indipendenza su soggetti anziani;

·         aumento del senso di benessere;

·         aumento della funzione lavorativa e della performance durante attività ricreative e sportive;

·         riduzione del rischio di cadute e infortuni su soggetti anziani;

·         prevenzione o mantenimento delle limitazioni funzionali in anziani;

·         effetto terapeutico per molte malattie croniche tipiche della terza età.

 

L'esercizio fisico risulta essere un importante farmaco preventivo contro l'insorgenza ed il trattamento di numerose malattie croniche e degenerative. Considerando la spesa sanitaria e l'invalidità che comportano queste malattie, investire sull'esercizio fisico significa ridurre significativamente i costi sociali e migliorare la qualità della vita dell'intera comunità. Sebbene non amo ridurre l'essere umano ad un semplice oggetto di produzione, è opportuno sottolineare che questo benessere non può fare altro che ripercuotersi positivamente sull'efficienza lavorativa e la produttività.

Ma soprattutto permette di crescere in salute ed invecchiare con forza e sorriso.

Il nostro corpo è la nostra casa, abbiatene cura.

 

Bibliografia

ACSM's Guidelines for Exercise Testing and Prescription, 10th edition - Wolters Klumer, 2016