Il perdono

Probabilmente è l'atto più difficile da compiere. Necessita di forza, coraggio, empatia, sicurezza, fiducia, speranza. Ma è anche il gesto più importante, quello che in certe circostanze riesce a salvarci.

 

Il perdono.

 

Perdonare un amico che ti ha offeso. Perdonare il partner che non ti ha telefonato. Perdonare il compagno di scuola che ti ha rotto un giocattolo.

Esistono moltissime situazioni che possono causare sofferenza e richiedere perdono. L'importanza dipende dal valore che la persona affida a colui che gli fa del male e al gesto che compie. Sicuramente non si può porre un bambino ed un adulto all'interno dello stesso metro di misura, in quanto il bambino vive nel suo mondo coi suoi bisogni, che sono diversi da quelli di un adulto. Per questo ritengo che non si possa definire una classifica delle sofferenze e del perdono.

 

Tuttavia, nella maggior parte dei casi la persona più difficile da perdonare è se stessi. Perdonarci per gli errori commessi in passato e le parole dette di troppo che ci fanno vivere nel rimpianto. Perdonarci per non aver avuto la capacità di amare se stessi e gli altri in modo più sano, causandone l'allontanamento. Perdonarci per esserci fatti prendere dalla rabbia e aver detto parole ostili nei confronti di chi non se lo meritava, provocando la sofferenza a chi volevamo bene, quindi la nostra sofferenza. Perdonarci per non aver detto più spesso ai nostri genitori che li amavamo e ora che non ci sono più ci sentiamo colpevoli di essere stati figli poco amorevoli.

 

La sofferenza è di chi subisce il comportamento, di chi prova disagio, frustrazione e angoscia. L'angoscia rappresenta uno stato di malessere dell'anima che non vede compiersi il suo destino, come un pesce che viene pescato e non riesce più a respirare perché si trova in un ambiente diverso dal suo scopo.

Per-dono. Ti faccio un dono per liberarti dall'angoscia e dalla sofferenza. Allora il perdono è un atto rivolto a se stessi per poterci donare la possibilità di vivere con serenità, liberi dal malessere, liberi dall'angoscia.

 

Non sempre è facile perdonare, ad esempio quando si subisce un tradimento in una relazione d'amore. Lascio agli altri la libertà di essere perfetti, perché personalmente mi è difficile perdonare questo comportamento, in quanto lede dei principi cardini della mia vita: la fiducia e il rispetto. Ognuno ha i suoi valori, tuttavia i miei valori sono diversi da quelli di un altro e allora qui entra in gioco il giudizio: solo i bambini ragionano in termini di tutto o nulla, ciò che per me ha valore non è detto che lo debba avere anche per te alla stessa misura.

 

Per-dono: ti libero dall'angoscia per farti un dono e darti la possibilità di essere felice.

Ancora una volta il motore di tutto è l'amore per se stessi. Se abbiamo commesso degli errori, non dobbiamo condannarci. Se non abbiamo avuto la capacità di agire adeguatamente, probabilmente all'epoca non avevamo la consapevolezza che abbiamo oggi. Allora perché vivere nel risentimento e nel rimpianto? Il rimpianto allontana l'amore dalla nostra vita, provoca odio e ci allontana dal dono più prezioso che abbiamo, il presente. Quindi doniamoci la possibilità di cambiare la nostra vita e di accettare di non essere persone perfette, accettare la nostra storia e quella altrui.

L'accettazione è l'essenza del perdono, la quale non significa rassegnazione, bensì accogliere ciò che è, senza giudizio e lasciarlo andare. Dove? Nei meandri del nostro cuore, nel nostro vissuto, sentirlo parte di noi.

 

Oggi il ben-essere il movimento è un atto molto difficile. Incamminiamoci verso uno specchio e osserviamoci. Lo specchio ci rimanda la nostra immagine, come la vita: ciò che siamo ci viene rimandato. Allora perché non guardarci negli occhi e dire a quella persona: Io ti perdono e sono qui per sostenerti. Lasciamo andare i rimpianti, i rancori, le sofferenze subite, gli errori commessi. Guardiamoci con gli occhi del cuore, sorridiamo. La vita ci sorriderà a sua volta. E all'improvviso tutto quel macigno che sentivamo sul petto ci peserà sempre meno.

 

Dopodiché mettetevi seduti su una sedia senza appoggiarvi allo schienale ed effettuate 10 respiri profondi con la pancia: le spalle e il torace non si sollevano, mentre invece la pancia si espande in fuori. Inspirate ed espirate a bocca aperta facendo in modo che l'aria fluisca senza ostacoli. Due secondi di inspirazione e tre secondi di espirazione, respirando lentamente. Immaginate di buttare fuori i vostri rancori e i vostri rimpianti, le vostre escandescenze, le vostre angosce. Ed inspirate gioia e luce, sentite il vostro corpo che si fa sempre più leggero e il vostro respiro che è sempre più rilassato. Ripetete questi 10 respiri durante l'arco delle vostre giornate.